Confindustria Ceramica

Ceramica sanitaria

Le 43 imprese italiane attive nella ceramica sanitaria hanno continuato, anche nel corso del 2010, a registrare una sostanziale stagnazione nei livelli di attività, testimoniata da quasi tutti gli indicatori. Infatti, a fronte di una produzione che si è contratta di 40.000 pezzi rispetto ai 5,27 milioni del 2009, le vendite si sono fermate a 5,31 milioni di pezzi (-3,95%), con una contrazione di 120.000 pezzi sul mercato interno (ora a 3,17 milioni) e di 100.000 sul versante export, che nel 2010 ha raggiunto i 2,14 milioni di pezzi.

Il miglioramento del prezzo medio sui mercati esteri non è in grado di contrastare la flessione dei valori totali: i 421 milioni di euro derivano da 211,4 dall’Italia (-5,62%) e da 209,9 milioni di euro dall’export, +1,57%.

Stabile l’occupazione, che a fine 2010 registra 4.378 addetti, in calo di 60 unità rispetto alla precedente rilevazione. Distretto produttivo più importante d’Italia è quello di Civita Castellana, le cui 38 aziende occupano 2.291 addetti in grado di produrre 2,88 milioni di pezzi di ceramica sanitaria. Stabili le vendite (+0,05%) ed in crescita il fatturato totale (160,0 milioni di euro, +1,06%), grazie ad una espansione quasi analoga di vendite domestiche e vendite all’estero.