Confindustria Ceramica

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12   Ottobre   2017

Mater Ceramica, materia antica e così moderna

Il progetto Centro Cultura Ceramica Italiana dove Mater è l’acronimo di Mappatura Arte Tecnica e Ricerca

Il progetto Mater Ceramica, partito nei mesi scorsi, ha l’ambizione di mettere insieme, per la prima volta, tutta la conoscenza relativa alla ceramica italiana e di divulgarla: il passato e il presente della ceramica italiana in tutte le sue componenti produttive sia industriali che artigianali e artistiche ancorandole ai territori di produzione.


Ma per quale motivo Confindustria Ceramica si è resa capofila di un progetto così ampio è apparentemente squisitamente culturale? A questa domanda rispondono bene le parole di alcuni relatori che in occasione di Cersaie hanno presentato il progetto durante una conferenza:
«Dobbiamo considerare il passato come una risorsa, è ciò che si può chiamare il ‘potere dell’archivio’- ha affermato Fulvio Irace, professore si storia dell’architettura del Politecnico di Milano.- A fianco delle grandi istituzioni museali, come quella di Faenza, ci sono gli archivi d’impresa: un vero e proprio scrigno di memoria di saperi tecnici, costruttivi e familiari». Per Irace, quindi, la proiezione e la ricerca nel futuro non possono prescindere dal passato.


«Gli artigiani nel tempo non sono rimasti uomini del mestiere, ma sono diventati impresa, innovatori e sperimentatori dal punto di vista tecnologico e del design. In Italia l’artigianalità è sempre andata a braccetto con l’imprenditorialità». è quanto ha affermato Stefano Micelli, professore di Economia e Gestione delle imprese dell’Università Cà Foscari, mettendo poi anche in luce la valenza turistica del progetto: «Oggi quando il turista visita un territorio o una città, sempre di più cerca la dimensione dell’autentico, e la trova nel lavoro. L’accesso alla cultura locale avviene attraverso la conoscenza dei prodotti della tradizione, e ciò che si intende fare in questo progetto è anche integrare il fare dentro una fruizione turistico-culturale avanzata”.


Mentre Luciano Galassini, vicedirettore di Confindustria Ceramica ha concluso sottolineando la valenza culturale e storica di questa iniziativa, volta a recuperare il sapere contenuto negli oggetti ceramici, «perché un popolo senza memoria è un popolo senza futuro».

Ancora più incisive in merito sono le parole di Fulvio Irace utilizzate per il testo del video realizzato da Francesca Molteni per la promozione del progetto. Il progetto Mater Ceramica nasce dalla consapevolezza – si dice nel video - che, come diceva Giò Ponti, “Nel presente ci rappresentiamo il passato e il futuro”. La bellezza non è un dato del caso, ma è un progetto consapevole delle sue radici.


Per questo è nato il progetto Mater Ceramica: studiosi e ricercatori stenderanno la mappa storico-geografica dell’Atlante della ceramica italiana, costruendo una rete virtuale dei mille centri della creatività artistica e industriale , mettendo in connessione i nodi dell’Italia delle città, dei territori, delle regioni.
Un portale digitale della ceramica sarà la finestra interattiva per comunicare con il mondo, perchè il binomio prodotto/territorio è il tema di fondo dell’industria del futuro; una guida turistica dei luoghi della ceramica avvierà la costruzione di un racconto dell’Italia che accanto alle fabbriche mette in evidenza il paesaggio antropico e culturale, cui la ceramica stessa, come lavorazione della terra, appartiene. E' la nuova frontiera del design: una visione strategica del prodotto, dove l’innovazione non è solo tecnologica, ma esperienziale e culturale”.

In definitiva l’obiettivo del progetto è di rafforzare la competitività della ceramica made in Italy a livello nazionale e internazionale rafforzando la conoscenza della sua qualità in una narrazione storica e geografica dei prodotti industriali e artigianali, della sua antica e radicata tradizione artistica e artigianale, narrazione di imprese, storie di imprenditori, di lavoratori e delle soluzioni tecniche e innovazioni adottate nel corso dei tempi fino ad oggi. È questa la prima volta che in Italia e probabilmente in Europa un intero settore collabora a un progetto comune coinvolgendo tutte le sue componenti produttive: industria, artigianato e arte.